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Comunicato stampa sul Parco di Porto Conte (con il testo delle modifiche proposte)

Dopo le dimissioni di Stefano Lubrano dalla presidenza del Parco di Porto Conte, si rende ora necessario rinnovare gli organi di gestione dell’area protetta, per rilanciarne il ruolo e le funzione nell’interesse della città e del territorio.
Avremo gradito, da parte della maggioranza, un atteggiamento molto diverso da quello attuato nell’affrontare questioni delicate ed importanti che non riguardano solo l’occupazione di posti di sottogoverno. Sono riemerse, invece, le vecchie logiche spartitorie, gli atteggiamenti dilatori e ostruzionistici della maggioranza (far mancare il numero legale  nell’ultima assemblea del Parco), non indicare pubblicamente  le modifiche da proporre alla Regione per consentire le necessarie innovazioni finalizzate ad una migliore e più agile azione di rilancio del Parco Naturale di Porto Conte.
Il nostro Movimento aveva già proposto, nel luglio 2013, una serie di modifiche alla legge istitutiva del Parco Naturale di Porto Conte (L.R. 26/2/1999, n. 4) tese a superare la coincidenza tra Assemblea del Parco e Consiglio Comunale, al fine di operare per una necessaria estensione dell’area del Parco e per favorire il coinvolgimento di espressioni del territorio che possono svolgere un ruolo importante nella individuazione delle azioni di rilancio dell’attività del Parco.
In particolare, il Movimento proponeva le seguenti modifiche alla legge istitutiva del Parco di Porto Conte (le proposte di modifica sono evidenziate in corsivo):
“Titolo II
(ORGANIZZAZIONE DEL PARCO)
Art.3
Gestione del Parco
l. La gestione del Parco è affidata al Comune di Alghero il quale la esercita attraverso la costituzione di un apposito ente di gestione regolato dalla presente legge.
2. Sono organi dell'ente di gestione:
a) l'Assemblea;
b) il Consiglio direttivo;
c) il Presidente;
d) il Direttore;
e) il Collegio dei revisori dei conti.

 Art.5
Assemblea del Parco e Consiglio direttivo
l. La composizione, le funzioni e le modalità di funzionamento dell'Assemblea e del Consiglio direttivo non disciplinate dalla legge sono stabilite dallo statuto dell'ente di gestione.
2. In particolare l'Assemblea:
a) predispone il Piano del Parco e lo sottopone all'approvazione della Giunta regionale, curandone successivamente l'attuazione;
b) approva il regolamento del Parco;
c) approva il programma pluriennale di gestione;
d) approva il bilancio annuale di previsione e il conto consuntivo;
e) approva il regolamento di amministrazione e contabilità;
f) approva il regolamento dei servizi e la pianta organica del personale;
g) nomina il Presidente del Parco e i due membri del Consiglio direttivo;
h) nomina il direttore del Parco;
i) esercita le ulteriori attribuzioni previste dalla presente legge e dallo statuto.
3. L'Assemblea è presieduta dal sindaco del Comune di Alghero che provvede a convocarla, anche su richiesta di un terzo dei suoi componenti.
4. Il Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente del Parco ed è composto da altri due componenti nominati dall'Assemblea, esercita i poteri conferitigli dallo statuto e delibera la stipulazione di contratti e convenzioni, nonché la costituzione dell'ente in giudizio”.

Le proposte di modifica dello Statuto sono le seguenti (evidenziate in corsivo):
“CAPO II
ART. 6
Assemblea
L'Assemblea è l'organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo
dell'Azienda speciale. Si compone di 10 membri. Il sindaco del Comune di Alghero, che la presiede,   sette Consiglieri comunali, due dei quali eletti in rappresentanza delle minoranze, un membro nominato dalla R.A.S, tra i dirigenti dell’Assessorato regionale all’Ambiente, e uno in rappresentanza dell’Ente foreste demaniali.

ART. 7
Insediamento dell'Assemblea
Il Sindaco del Comune di Alghero, entro 30 gg dall’insediamento, convoca il Consiglio comunale per l’elezione dei sette componenti dell’Assemblea.
Nelle sedute successive elegge gli altri organi dell'Azienda Speciale.
Di ciascuna adunanza è redatto un verbale dal Segretario dell'Azienda Speciale.

CAPO III
ART.8
Il Presidente dell’Assemblea – Attribuzioni
Il Presidente:
- convoca e presiede l' Assemblea;
- stabilisce l’ordine del giorno dei lavori.

ART.9
Consiglio Direttivo - Composizione
Il Consiglio Direttivo è nominato dall'Assemblea. E' composto dal Presidente e da
altri due membri, che abbiano i requisiti per l’elezione a
Consigliere Comunale.

ART.9 bis
Consiglio Direttivo – Criteri per la nomina
Il Presidente e i due membri del Consiglio direttivo devono essere prescelti sulla base di compravate competenze in campo ambientale e di tutela e gestione del territorio, amministrative e gestionali, di marketing territoriale, promozione e comunicazione .
.

ART. 10
Il Consiglio Direttivo - Attribuzioni                             
Il Consiglio Direttivo è l'organo di gestione del Parco ed opera attraverso deliberazioni collegiali.  Il Consiglio Direttivo compie gli atti di
amministrazione che non siano riservati dallo Statuto, all'Assemblea, al Presidente,
al Direttore.

ART. 11
Il Presidente del Consiglio direttivo- Attribuzioni
Il Presidente del Consiglio direttivo presiede il Parco di Porto Conte e ne è il legale rappresentante, convoca e presiede il Consiglio direttivo;

ART.14         
Organi consultivi: il Comitato scientifico e la Consulta del Parco
Per garantire un adeguato supporto specialistico e di partecipazione popolare ai
programmi del Parco, l’Assemblea entro 30 giorni dalla sua prima riunione nomina, su proposta del Presidente del Parco un Comitato Scientifico di
Consulenza e la Consulta del Parco.
Il Comitato Scientifico, composto da un numero massimo di 3 membri, e la Consulta, composta da un numero massimo di 9 membri sono presieduti dal Direttore, durano in carica per un periodo
pari alla durata dell'Assemblea, sono rieleggibili. Non possono far parte del
Comitato Scientifico e della Consulta i componenti dell'Assemblea.
I componenti del Comitato Scientifico sono prescelti fra esperti provenienti da Enti
di ricerca ed Istituti e da loro proposti all’Azienda Speciale per la nomina.
I componenti della Consulta sono prescelti fra rappresentanti delle associazioni
ambientaliste riconosciute, delle categorie produttive e di servizi del territorio del Parco, dei rappresentanti delle borgate che insistono nel territorio del Parco, delle associazioni culturali e sportive cittadine, da un rappresentante della CCIA di Sassari, da un rappresentante del STL del nord ovest Sardegna, dal dirigente del settore ecologia del Comune di Alghero.
Il Comitato scientifico e la Consulta sono organi consultivi e propositivi dell'ente di gestione. In particolare esprimono parere sugli atti di programmazione e di indirizzo del Parco.
3. Il Comitato scientifico e la Consulta possono, di propria iniziativa, formulare proposte e osservazioni agli altri organi dell'ente di gestione, i quali sono tenuti a prendere in esame i pareri, le proposte e le osservazioni e ad esprimere motivatamente le proprie determinazioni in merito.     
….

ART. 20
Marchio del Parco
Per il raggiungimento delle finalità stabilite dalla legge istitutiva del Parco naturale
regionale "Parco di Porto Conte" l'Azienda Speciale identifica a termini di legge un
marchio tipico che contraddistingue la propria attività, da concedersi a mezzo di
specifiche convenzioni, a servizi e prodotti del territorio che presentino requisiti di qualità
stabiliti dall' Azienda Speciale e che soddisfino le finalità del Parco
ART. 21
Qualora le elezioni o le nomine previste nel presente Statuto non fossero effettuare nei termini in esso stabiliti, un terzo dei componenti del Consiglio comunale di Alghero o un terzo dei membri dell’Assemblea dell’Azienda speciale chiedono che si proceda alle elezioni o alle nomine, entro 15 giorni.
                         
ART. 22
Il presidente del Consiglio comunale di Alghero convoca, almeno una volta all’anno, una apposita seduta del Consiglio comunale per l’analisi e la discussione dei risultati raggiunti dagli organi dell’Azienda speciale del Parco di Porto Conte.

Tutti i giovedì dalle 18,30 alle 20,00 e tutti i venerdì dalle 10,00 alle 12,00 è attivo lo sportello acqua di C'è un'Alghero Migliore


Comunicato Stampa su l'area di Maria Pia

Nel giro di pochi giorni, l’area di Maria Pia è tornata prepotentemente all’attenzione degli algheresi. Prima, con l’emendamento presentato dal presidente della commissione urbanistica comunale, Vittorio Curedda, approvato all’unanimità dalla maggioranza, nel quale si stabilisce esplicitamente la possibilità di costruire posti letto a rotazione d’uso; poi, con la notizia in merito ad alcune sentenze che riconoscono a privati il diritto di proprietà, per usucapione, su porzioni di quell’area. Gli organi di informazione riferiscono di altre 15 sentenze di usucapione in dirittura d’arrivo: insomma, nell’inerzia dell’amministra comunale, i privati si spartiscono un’area pubblica – di tutti noi, è bene non dimenticarlo – di grandissimo pregio ambientale.
Come per tante altre questioni che riguardano la nostra città, ciò che sorprende è la situazione surreale che ci troviamo di fronte. Vediamola: l’ente locale che, in nome e per conto della comunità algherese,dovrebbe tutelare e proteggere un bene pubblico, si preoccupa soprattutto di garantire ad alcune imprese che hanno già presentato pubblicamente un project financing per privatizzare tutta o quasi la fascia costiera per realizzarvi insediamenti turistici, dando per scontata, evidentemente, la volontà dell’amministrazione di cedere l’area di proprietà degli algheresi. Contemporaneamente, alcuni altri privati cittadini che da anni possiedono alcune porzioni dell’area di Maia Pia chiedono al giudice di acquisirne la proprietà per usucapione, senza che l’amministrazione, proprietaria, si opponga. Dov’è, in tutto ciò l’interesse generale? Chi dovrebbe perseguirlo per legge? L’amministrazione comunale, ovviamente. Che però se ne disinteressa totalmente e, anzi, pensa a come cederne alcune parti – quelle più appetibili per gli imprenditori, ma anche quelle più pregiate dal punto di vista ambientale – per business privato.
Tutto ciò, naturalmente, senza tenere in alcuna considerazione una disposizione contenuta nel Piano Territoriale Paesistico della Sardegna che, all’art. 12, prevede la totale inedificabilità di quell’area. 
Recita, infatti, l’articolo citato che: “In ogni caso sono inedificabili in quanto sottoposti a vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storico-morfologici e dei rispettivi insiemi i terreni costieri compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia anche se elevati sul mare…”.
I nostri amministratori conoscono le norme che disciplinano l’uso del territorio? E gli imprenditori che presentano progetti non attuabili per forza di legge ne erano al corrente? Oppure pensavano che quelle norme potessero essere modificate solo per quell’area e solo per quello specifico progetto?
E quei politici che ancora oggi votano per costruire posti letto a rotazione d’uso a Maria Pia sono informati sulle disposizioni del PPR Sardegna che, nonostante tutto, si applicano anche al territorio dell’isola alloglotta algherese?
Il Portavoce di C’è un’Alghero Migliore Tonino Budruni

Il PD di Renzi in guerra contro i lavoratori. Di Antonio Budruni


Il Pd di Renzi in guerra contro i lavoratori

Antonio Budruni

Nel maggio del 1970, il Parlamento italiano approva la legge 300, universalmente nota come Statuto dei lavoratori. Una legge di civiltà mirata a garantire la libertà e la dignità dei lavoratori, la libertà e l’agibilità dei sindacati nei luoghi di lavoro, regole certe per le assunzioni. La legge, però,aveva valore solo nelle aziende con 15 dipendenti (5, in agricoltura) per non penalizzare, si disse allora, le piccole e piccolissime imprese.
La legge 300 fu la risposta delle istituzioni –  e delle forze politiche allora al governo (Dc, Pri, Psi, Psu) – alle grandi mobilitazioni operaie del 1969 che bloccarono per lunghi periodi le grandi fabbriche del nord, rivendicando migliori condizioni di lavoro, libertà e dignità in fabbrica, agibilità politica e sindacale.
La destra, che dovette inghiottire un rospo per lei indigeribile, reagì immediatamente con il terrorismo per bloccare l’azione riformatrice e modernizzatrice del Paese, avviata dalla partecipazione diretta delle grandi masse popolari alla vita politica. Nel 1970, in un Paese profondamente condizionato dall’ideologia cattolica, il Parlamento fu costretto dalla pressione popolare ad approvare la legge sul divorzio. Qualche anno più tardi, quella sull’interruzione volontaria della gravidanza. Le forze politiche più conservatrici e reazionarie chiesero il referendumper cancellare norme considerate contrarie alla morale cristiana e alle tradizioninazionali. Ma la grande maggioranza dei cittadini difese quelle leggi respingendo i fautori di un ritorno all’oscurantismo e alla negazione di diritti, ritenuti dalla gran parte dei cittadini inalienabili.

Tre iniziative di C'è un'Alghero Migliore a sostegno dei cittadini più deboli e delle fasce sociali più disagiate

Il direttivo allargato di C’è un’Alghero Migliore, riunitosi venerdì 5 settembre nella sede dell’associazione, preso atto della situazione politica nazionale e delle decisioni assunte dal governo negli ultimi giorni, valutate alcune situazioni locali che penalizzano i cittadini meno abbienti e gli anziani, ha deliberato di assumere, nei prossimi giorni, tre iniziative pubbliche a sostegno dei cittadini più deboli e delle fasce sociali più disagiate: 1) l’apertura di uno sportello a tutela degli utenti ai quali sono pervenute in questi giorni dalla società Abbanoa S.p.A. bollette particolarmente salate. Lo sportello fornirà informazioni e assistenza; 2) l’organizzazione di un comitato di lotta cittadino per l’organizzazione di una protesta forte e determinata contro la decisione del governo Renzi di bloccare ulteriormente il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, penalizzando per otto anni consecutivi i lavoratori pubblici che hanno perso, negli ultimi anni, mediamente, 4.000 € e continuano a percepire lo stesso salario del 2007. La protesta contro questa scelta profondamente errata del governo deve partire dalle realtà locali per far comprendere quale sia il disagio, non più sopportabile, di milioni di famiglia in tutto il Paese; 3) l’avvio di un ampio dibattito in città sul tema della scuola e sulle proposte avanzate dal governo in questi giorni che, se in parte possono e devono essere sostenute – per esempio quelle sull’organico funzionale e sul superamento del precariato – per altra parte, invece, prefigurano scenari penalizzanti per il personale della scuola, per gli studenti e per le famiglie. Il portavoce Antonio Budruni
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