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Coltivare la memoria per non smarrire la dignità di Antonio Budruni

Oggi, primo giorno di tregua nella striscia di Gaza, si sprecano le interviste e le dichiarazioni sulle conseguenze prodotto dalla guerra “lampo” israeliana sulla popolazione civile palestinese. Una delle immagine più scioccanti e, allo stesso modo, più istruttive, è quella satellitare di una delle aree sulle quali si è accanita la volontà distruttrice israeliana.
È ancora troppo presto per analizzare le ragioni di fondo che hanno spinto il governo Netanyahu verso un intervento militare così forte e deciso, massacrando soprattutto civili, donne e bambini. Ora è necessario capire perché – e molto spesso nella storia – per porre fine a un conflitto si sceglie, consapevolmente, di fare pagare un alto prezzo in termini di vite umane e di distruzioni, alle popolazioni civili. Oggi, il capo della diplomazia americana Kerry lamenta le perdite di vite umane civili dall’una e dall’altra parte. Ma proprio oggi, tutte le fonti d’informazione ci ricordano che gli americani scagliarono la loro prima bomba atomica su Hiroshima esattamente 69 anni fa: il 6 agosto 1945, allo scopo di indurre il Giappone alla resa. Lo fecero deliberatamente, cinicamente. Poco importava la morte di circa 200.000 persone, non certamente impegnate in azioni militari, ma normali cittadini ignari e vittime sacrificali di una scelta politico-militare che i giapponesi e gran parte dell’opinione pubblica mondiale definirono “crimine contro l’umanità”. Simile strategia, peraltro, era stata utilizzata – senza, ovviamente, fare ricorso alla bomba atomica – per costringere il fascismo alla resa. Molte città italiane subirono pesanti bombardamenti aerei nel 1943. Tra queste, Alghero, il cui centro storico fu in parte raso al suolo e sotto le cui macerie trovarono la morte molte decine di civili: soprattutto donne e bambini. La logica dello sterminio, nella storia dell’umanità, non ha colore e non ha eccezioni. La pratica di questa “ideologia” evidentemente razzista fu il tentativo di eliminazione fisica degli ebrei, posto in essere dal nazismo in Europa. Questo tentativo ha, tra le altre motivazioni, al suo fondo la riemersione di sentimenti animali negli esseri umani. L’altro da noi, il diverso, il non omologabile, il ribelle, deve essere sterminato perché non si adegua alle nostre idee, alle nostre abitudini, alla nostra cultura. Il primo passo è, proprio, la spersonalizzazione dell’avversario. Lui (loro), sono troppi diversi, inguaribilmente diversi, troppo “strani” per essere considerati umani. Quindi, nonostante tutti i tentativi, vani, per renderli simili a noi, non ci hanno lasciato alternative: bisogna sterminarli. O, magnanimamente, atterrirli al punto tale da farli diventare altro, docili al nostro comando, alla nostra volontà. Le implicazioni ideologiche, sociologiche e politiche sono troppe e di troppo vasta complessità per poterle esaminare in questa sede. Ciò che è importante, tuttavia, in momenti come questi, è non dimenticare, non voltare la testa dall’altra parte, non fare finta di nulla. Perché ieri l’altro è toccato a noi, ieri ad altre popolazioni, oggi ai palestinesi, ai siriani, ai libici e via elencando. Ma domani potrebbe toccare ancora a noi o a coloro che adesso hanno il monopolio delle armi di distruzione di massa, ma che non hanno certezza del domani. Come nessuno di noi ne ha né può averne. Scriveva Bertold Brecht, a commento delle persecuzioni razziali in Germania: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Hiroshima, subito dopo l’esplosione nucleare del 6 agosto 1945.

Comunicato Stampa di C'è un'Alghero Migliore


COMUNICATO STAMPA

Siamo venuti a conoscenza, con non poca preoccupazione, di una vicenda grave dal punto di vista della politica e della democrazia.
Una componente del direttivo “C’è un’Alghero migliore” è stata formalmente diffidata e denunciata alla procura della Repubblica da un politico che ricopre un incarico di rilievo nell'Istituzione del nostro Comune, per avere espresso nella propria pagina facebook alcune valutazioni di carattere generale, senza alcun riferimento a persone determinate.
Ora, non c’è chi non veda come un simile atteggiamento sia sintomatico di un generale fastidio nei confronti di ogni espressione di pensiero non in linea con quella dei vincitori della recenti elezioni comunali e suoni come arma preventiva per tutti coloro che volessero esprimere liberamente il proprio pensiero, quando non gradito ai manovratori di turno.
Non varrebbe la pena, a 76 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, ricordare a tutti coloro che pensano di poter zittire la pubblica opinione in virtù del potere che deriva da un’elezione locale che la nostra Carta fondativa della Repubblica ha introdotto – anche memore della violazione dei diritti “borghesi” attuata dal regime fascista – l’articolo 21, che attribuisce ad ogni cittadino il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; né varrebbe la pena ricordare a coloro che, investiti di un ruolo pubblico, ritengono di dover ripristinare il reato di “lesa maestà” che siamo in una democrazia occidentale e nel secolo XXI.
Se lo facciamo, in questa sede, è esclusivamente perché riteniamo grave e preoccupante che taluni possano anche solo tentare azioni di intimidazione o rappresaglia, per di più basate sul nulla.
La critica, l’opposizione, la diversità di opinione sono il sale della democrazia. Chi ritiene le espressioni democratiche un fastidio, una seccatura, se non addirittura, una lesa maestà farebbe bene a cambiare tempestivamente atteggiamento, per evitare di essere sommersi dal ridicolo e per non vedere aumentare rapidamente i propri avversari politici.
Di fronte a simili atteggiamenti, infatti, tutti i democratici veri, a qualunque schieramento politico appartengano, dovrebbero ribellarsi e indignarsi immediatamente e pubblicamente. Non si può pensare di far girare al contrario la ruota della storia solo perché vittime di narcisismo. Narcisismo che,  tra i suoi tratti particolari, secondo D. Thomas uno dei più recenti studiosi del fenomeno, comprenderebbe una particolare ipersensibilità nei confronti degli insulti veri o immaginati.
Noi vogliamo pensare, soprattutto per evitare intossicazioni pericolose per la convivenza democratica, che si sia trattato solo di un caso isolato, di una reazione non meditata e dettata da un momento di debolezza. Anche perché vorremmo continuare a confrontarci politicamente con tutti, a esprimere liberamente le nostre posizioni, così come tutti coloro che la pensano diversamente da noi hanno il diritto di esprimere le loro, in una logica democratica che non può ammettere eccezioni o zone franche.

 Alghero, 30 luglio 2014
Il portavoce
Antonio Budruni

La bussola della trasparenza.

Sembra il nome di un gioco per bambini, ed invece è uno strumento, rinvenibile nel sito del dipartimento della funzione pubblica, che consente di valutare il grado di "trasparenza" dei siti web delle amministrazioni pubbliche. Attraverso la "bussola" si può verificare, in tempo reale, il grado di trasparenza del sito del tuo comune, della tua regione, di tutti gli enti pubblici, ivi comprese le università e le aziende sanitarie locali.
Il c.d. decreto trasparenza, il d. lgs 33/2013, ha inoltre introdotto l'istituto dell'ACCESSO CIVICO,  strumento attraverso il quale ciascuno di noi può chiedere ad una amministrazione pubblica la pubblicazione di documenti, informazioni, o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza.
In base alla legislazione vigente i siti delle amministrazioni pubbliche, ed in particolare i siti delle amministrazioni comunali, debbono avere una sezione denominata "amministrazione trasparente" in cui i documenti e le informazioni restano pubblicati (e quindi sempre accessibili, direttamente ed immediatamente) per un periodo di 5 anni. In questa sezione devono essere pubblicati tantissimi provvedimenti, tra i quali le delibere di giunta, i provvedimenti contententi i conferimenti di incarichi di collaborazione e di consulenza, i curricula, i costi del personale etc..
Per chi vuole saperne di più: http://www.anticorruzione.it/wp-content/uploads/FAQ-Trasparenza-numerate.pdf
Maria Graziella Serra

Per la tua città ideale, quell'Alghero Migliore che tutti noi sognamo, non ti sei tirata indietro, mai.


Grazie Liliana!
Ho conosciuto Liliana Piras piu' di 15 anni fa quando, per conto dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Alghero inizio' ad occuparsi dell'organizzazione del Cap d'Any e della programmazione estiva dei grandi eventi. In quegli anni Alghero non aveva spazi allestiti e così, d'estate, il luogo dei concerti era soprattutto il porto. Ricordo ancora un bellissimo concerto di Ivano Fossati; tantissimi furono gli artisti nazionali ed internazionali che in quegli anni si esibirono in quello spazio inventato.
Poi il porto venne occupato da una costruzione e così un nuovo spazio, del tutto inusuale, venne creato nella parte finale della passeggiata, davanti al Caval Mari'.
Qualche anno dopo Alghero potè però usufruire di due nuovi importanti spazi: l'area dinanzi il palazzo dei congressi, in grado di ospitale quasi 5000 persone e il forte della Maddalenetta, sottoposto ad un costosto intervento di recupero.
Nel frattempo la politica, quella con la "p" minuscola, nonostante gli indubbi meriti e la certa competenza e professionalità, diede il ben servito a Liliana.
Mi ha quindi inizialmente stupito, positiviamente è ovvio, quando ha deciso di impegnarsi, in prima persona ed attivamente, nell'esperienza di C'è un'Alghero Migliore. Il suo contributo è stato straordinario per capacità di ideazione e organizzazione: penso all'iniziativa "Luoghi non case" e a quella de "I mercati". Mettere insieme tanti artisti, gratuitamente, per un evento insolito richiedere una autorevolezza che ben pochi hanno.
Ha accettato con coraggio e coerenza di diventare presidente di C'è un'Alghero Migliore nel momento più difficile di esistenza del movimento. Tante sterili e ingiuste critiche, fuoriuscire clamorose, espressioni ingrate, inutimente finalizzate a screditare la serietà, la competenza, l'integrità di Liliana e dell'intero movimento "reo" di non avere sposato la campagna demolitrice dell'esperienza amministrativa appena iniziata. Penso ad alcuni post apparsi su facebook in cui si parlava di "porcherie". Molti non li ricordo, altri non li ho letti.
Dopo la fine dell'esperienza Lubrano ha portato a termine il suo mandato impegnandosi nelle elezioni regionali e nella amministrative di maggio.
Nei suoi settori di competenza specifica: turismo e cultura, ha dato costantemente il suo contributo fornendo proposte concrete, idee, progetti. 

Per la sua Città ideale, quell'Alghero Migliore che tutti noi sognamo, non si è tirata indietro, mai. Per questo non possono bastare queste poche righe per dirle grazie.
Maria Graziella Serra

RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA DEL 15 LUGLIO



Si è tenuta, nei giorni scorsi, l’assemblea dell’Associazione C’è un’Alghero migliore per

ottemperare agli obblighi statutari e per analizzare la situazione politica cittadina.

La presidente uscente, Liliana Piras, nella sua relazione introduttiva ha illustrato i temi all’ordine

del giorno sui quali si è aperto, successivamente, un ampio dibattito.

Al termine della discussione, l’assemblea ha assunto, all’unanimità, le seguenti deliberazioni:


a) con riferimento alle disposizioni contenute nello statuto, è stato nominato portavoce

dell’Associazione il vice presidente uscente, Antonio Budruni, fino alla prossima assemblea

generale che dovrà rinnovare gli organismi previsti, anche alla luce di una rivisitazione dello

statuto che sarà approvato dalla prossima assemblea dei soci;

b) mantenere le finalità politiche e culturali dell’associazione;

c) convocare l’assemblea generale entro il mese di settembre;

d) delegare il portavoce e i componenti del direttivo ancora in carica ad assumere un ruolo

politico propositivo con riferimento all’esigenza di riannodare le relazione politiche

all’interno dello schieramento di centrosinistra, presentatosi diviso alle elezioni comunali e

ancora lacerato tra componenti che faticano a dialogare tra loro.

Spazi pubblici e luoghi di spettacolo “Teatro Forte della Maddalena”. Di Liliana Piras

Anno 2005
Ritorno su l'argomento a me caro perché è parte dei miei 27 anni di vita professionale nello spettacolo, come tecnico e cittadino non trovo ammissibile l'incuria e l'abbandono in cui si trova il sito, nonché la cattiva gestione dei soldi pubblici e la relativa assenza di un Teatro all'aperto degno di tale nome.

Come nasce l'ultima progettazione del luogo? Faccio un veloce rewind a partire dai primi anni 2000 con “la riqualificazione dello spazio all'aperto Forte della Maddalena” (poi inaugurato nel 2005) opera inserita all'interno del POR Sardegna 2000/2006 (Mis. 2.3 “CARAS” che comprendeva anche la sistemazione del Teatro Civico) costo finale di ambedue le opere € 2.400.000,00 circa.
Le due opere fanno parte di un più articolato progetto chiamato “Lo Quarter” un piano strategico “di miglioramento della qualità della vita attraverso un processo di rigenerazione urbanaʺ
Riqualificazione dello spazio all’aperto del Forte la Maddalena   (testuale)
“Il progetto prevede la sistemazione dell'area del Bastione della Maddalena. Oggi il bastione è contemporaneamente uno dei pochi elementi superstiti della linea difensiva di terra della piazzaforte algherese, un relitto del tentativo ottocentesco - riuscito in molte città europee, come il Graben di Vienna o le mura di Lucca - di sottrarre le ormai inutili fortificazioni ai militari e trasformarle in luoghi di "loisir" e passeggio per la parte civile della popolazione, nonché il luogo di non finiti scavi archeologici che hanno riportato in luce le tracce delle mura esistenti, ma senza rendere il bastione un luogo dalla profondità storica leggibile. Il progetto mantiene queste caratteristiche, riordinandole, dando a ciascuna un ruolo preciso nell'immagine del bastione e associandola a specifici elementi progettuali. In questo modo i vari aspetti che oggi caratterizzano il Forte della Maddalena possono coesistere, ciascuno rinforzato dalla presenza dell'altro, senza che si stabiliscano gerarchie. Le funzioni previste tengono conto di questa "molteplicità" del bastione: al posto di associare alla sua sistemazione una funzione specifica si è pensato alla possibilità di allestire vari tipi di manifestazioni, organizzate o estemporanee, che oggi tendono sempre più a caratterizzare la vita delle città, come le varie offerte teatrali, i mercatini o le presentazioni di libri. Questo può essere realizzato tramite un sistema costruttivo con elementi smontabili che permetta un ampio ventaglio di combinazioni e che possa anche venire utilizzato al di fuori del Forte della Maddalena, in Piazza Civica o nei vari slarghi che i bombardamenti hanno lasciato ancora nel tessuto della città compatta.”

Dalle intenzioni ai fatti, l'opera che verrà realizzata non sarà più “il sistema costruttivo con elementi smontabili che permetta un ampio ventaglio di combinazioni e che possa (anche) venire utilizzato al di fuori del Forte della Maddalena” ma diventa una struttura inamovibile (difficilmente collocabile in altri luoghi), esteticamente impattante, composto da una alta e ripida gradinata ai limiti della normativa, con relativo palco e retro decisamente inadeguati alle esigenze tecniche e di sicurezza dello spettacolo. Non otterrà mai dalla commissione competente il collaudo definitivo.
A parte poche gloriose manifestazioni chiude i battenti per inagibilità. 
Nel 2015 saranno trascorsi 10 anni dalla sua apertura e più di 5 dalla sua chiusura.

                                              Liliana Piras 

Assemblea di C'è un'Alghero Migliore martedi' 15 luglio alle 19,30 nella sede via XX Settembre n. 149/C



 E' convocata l’assemblea per  il giorno 15 luglio alle ore 19.30, presso la sede di C'è un'Alghero Migliore in via XX Settembre n. 149/C per deliberare sul seguente ODG:
 -rinnovo presidenza e consiglio direttivo.
L'assemblea è come sempre aperta ai soci e ai simpatizzanti
Liliana Piras, Presidente di C'è un'Alghero Migliore
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