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Da domani, giovedì 18 settembre, dalle 18,30 alle 20,00 sarà attivo lo sportello acqua di C'è un'Alghero Migliore

Tre iniziative di C'è un'Alghero Migliore a sostegno dei cittadini più deboli e delle fasce sociali più disagiate

Il direttivo allargato di C’è un’Alghero Migliore, riunitosi venerdì 5 settembre nella sede dell’associazione, preso atto della situazione politica nazionale e delle decisioni assunte dal governo negli ultimi giorni, valutate alcune situazioni locali che penalizzano i cittadini meno abbienti e gli anziani, ha deliberato di assumere, nei prossimi giorni, tre iniziative pubbliche a sostegno dei cittadini più deboli e delle fasce sociali più disagiate: 1) l’apertura di uno sportello a tutela degli utenti ai quali sono pervenute in questi giorni dalla società Abbanoa S.p.A. bollette particolarmente salate. Lo sportello fornirà informazioni e assistenza; 2) l’organizzazione di un comitato di lotta cittadino per l’organizzazione di una protesta forte e determinata contro la decisione del governo Renzi di bloccare ulteriormente il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, penalizzando per otto anni consecutivi i lavoratori pubblici che hanno perso, negli ultimi anni, mediamente, 4.000 € e continuano a percepire lo stesso salario del 2007. La protesta contro questa scelta profondamente errata del governo deve partire dalle realtà locali per far comprendere quale sia il disagio, non più sopportabile, di milioni di famiglia in tutto il Paese; 3) l’avvio di un ampio dibattito in città sul tema della scuola e sulle proposte avanzate dal governo in questi giorni che, se in parte possono e devono essere sostenute – per esempio quelle sull’organico funzionale e sul superamento del precariato – per altra parte, invece, prefigurano scenari penalizzanti per il personale della scuola, per gli studenti e per le famiglie. Il portavoce Antonio Budruni

E se su alcune questioni importanti tutte le forze politiche fossero d'accordo? di Antonio Budruni

Vediamo se, almeno su alcune cose di grande rilievo e di breve-medio termine, riusciamo a trovare unità d’intenti. No, non è un appello alla sinistra o al centrosinistra, è un appello alla città, alle sue componenti più responsabili, più mature e più colte. L’amministrazione, per disposizioni di legge e per logica democratica, spetta alle forze politiche che vincono le elezioni. Dunque, per sgombrare subito il campo da possibili equivoci e da retro pensieri, ribadiamo un’ovvietà: l’amministrazione della città spetta alla coalizione che ha vinto le elezioni al ballottaggio dell’8 giugno! Qui, si sta proponendo a tutti, nessuno escluso, un impegno civico e insieme didattico: l’avvio di una grande opera di educazione e/o rieducazione dei cittadini e dei numerosi ospiti verso il bene comune allo scopo di rendere sempre più vivibile, accogliente e civile la nostra città. I luoghi, le situazioni, i comportamenti che sono fuori da una corretta relazione di civismo, infatti, sono ancora troppi e occorre agire presto e bene per confinarli nell’alveo dei fenomeni occasionali. Solo per fare alcuni esempi: 1) la maleducazione di molti, troppi proprietari di cani rende i marciapiede, le aiuole, le strade e le piazze spesso impraticabili a causa delle numerose deiezioni che deturpano gran parte della città. A noi sembra un brutto biglietto da visita per Alghero, per i suoi abitanti e per le pretese turistiche della città, e, non ultimo, esprime in maniera inequivocabile il modestissimo grado di civiltà di una parte della nostra popolazione; 2) la stessa maleducazione riempie i marciapiede, le piazze, le strade e vaste aree del litorale a nord e a sud dell’abitato, di cartacce, bottiglie e immondizie di vario genere; 3) ancora, per la stessa ragione, i nostri arenili sono invasi dalle cicche di sigarette e da rifiuti assortiti; 4) quasi tutti gli spazi pubblici del centro storico, delle zone limitrofe, ma, spesso, anche di quelli periferici, sono occupati da attività commerciali all’aria aperta che, spesso, precludono ai cittadini e ai turisti il transito pedonale per il quale sono stati costruiti e realizzati. Trasformare la città in un immenso suq arabo può essere motivo di curiosità per alcune tipologie di turisti, ma rappresentano certamente un innegabile disordine, una mancanza di programmazione e un’assenza di regole che segnalano un clima, una “cultura” della prevaricazione e del “far west”, non sempre apprezzata dalla grande maggioranza dei visitatori; 5) le urla e gli strepiti durante le ore notturne, il passaggio di moto rombanti che squarciano i timpani, la caciara diffusa e generalizzata in ogni angolo della città murata sono segnali di vivacità o, al contrario, segni distintivi di maleducazione e di mancanza di rispetto verso gli altri? 6) la circolazione automobilistica caotica, il parcheggio selvaggio, l’occlusione dei portoni di accesso alle abitazioni private sono un fenomeno folkloristico per attrarre turisti o, ancora una volta, marchio di inciviltà, di maleducazioni e di protervia? 7) il vandalismo del sabato sera (ma anche di tutti gli altri giorni della settimana) dovrebbe indurci ad assegnare un premio speciale per l’abilità nell’attentare ai beni pubblici e/o privati o a lavorare, con pazienza e tenacia, per far comprendere che si tratta di comportamenti lesivi degli interessi della collettività, cioè di tutti, compresi coloro che se ne rendono responsabili? Si potrebbe continuare a lungo nell’elencazione dei comportamenti incivili che caratterizzano la nostra comunità – e, spesso, anche gli ospiti che la visitano – e che, oltre a rendere sempre meno vivibile Alghero ai residenti, la rendono poco attraenti ai turisti. Per capire che stiamo parlando di questioni importanti, in grado di influenzare lo sviluppo economico della città e del territorio, cito – come esempio virtuoso – una regione d’Italia che è ai primissimi posti nella classifica delle presenze turistiche in Italia e in Europa: il Trentino Alto Adige. Vediamo subito i numeri, che sono molto più eloquenti, in alcuni casi, di fiumi di parole: La regione Autonoma Trentino-Alto Adige ha superato nella stagione 2012, 43 milioni di presenze ed occupa stabilmente il primo posto nella classifica nazionale. Al secondo posto, non c’è il Veneto o l’Emilia Romagna o la Toscana, come si potrebbe pensare, ma la piccola (regione autonoma, anch’essa) Val d’Aosta, con 25 milioni di presenze. Seguono, poi, a notevole distanza, il Veneto (12 milioni), la Toscana (11), Liguria ed Emilia Romagna (9), Lazio, Friuli e Marche. La Sardegna, arranca nelle posizioni di coda con 6 milioni di presenze. Un’amministrazione comunale e una città che individuano nel turismo un’importante possibilità di crescita economica, dovrebbero guardare (e confrontarsi con) le realtà più avanzate. Dovrebbero, cioè, guardare al Trentino e alla Val d’Aosta per capire come si possano ospitare ogni anno decine di milioni di turisti e costruire, su questa solida base economica, il benessere. Pur partendo da un’economia prevalentemente agricola di sussistenza. A cosa si deve, dunque, il passaggio da un’economia di sussistenza ad un’economia del benessere nel sud Tirolo? A molte ragioni, naturalmente, ma ad una in particolare: la mentalità. Nel sud Tirolo, la gente lavora e rispetta le norme, è mediamente civile ed educata e considera gli ospiti, i turisti, come una risorsa e non come polli da spennare. In Alto Adige, la provincia autonoma di Bolzano è attenta e meticolosa nel fare rispettare, a tutti, le leggi ed i regolamenti ed impartisce sanzioni severe in caso di violazioni. Anche qui, un esempio per far capire di che cosa stiamo parlando. L’amministrazione comunale di Bolzano, nel settembre del 2013, ha stabilito le seguenti sanzioni nei confronti di coloro che avessero imbrattato strade e piazze durante i festeggiamenti di re Laurino che si celebrano, ogni due anni, nel primo fine settimana di settembre: “divieto di vendere super alcolici sia nei normali stand che nei locali pubblici delle vie del centro; stop alla musica. Le band potranno suonare sui 10 palchi fino e non oltre alle 24 (domenica fino alle 22) e poi stop. I tecnici del comune controlleranno i decibel già durante i sound cheque: chi sgarrerà e non rispetterà i limiti provinciali rischia di pagare la multa”. Il sindaco ha dichiarato ad un giornale locale: “Non vogliamo vedere vetri e cocci per terra, ed i gestori dei pubblici esercizi dovranno pulire attorno ai loro stand entro un’ora dalla chiusura della festa. Chi lascerà entro un raggio di 20 metri bottiglie, bicchieri, cocci ecc, verrà multato da un minimo di 50 ad un massimo di 500 euro”. Durante l’intera stagione turistica estiva, in tutto l’Alto Adige, la musica dal vivo deve cessare, improrogabilmente, alle 23,00, con l’unica eccezione del fine settimana di settembre (ogni due anni), per il quale è prevista una deroga fino alle 24,00. L’Alto Adige è in grado di offrire prodotti turistici di qualità, strettamente legati alla propria identità: ambiente naturale, cultura, tradizioni, enogastronomia. Usufruibili da tutti, residenti e turisti, in un clima di tranquillità, rispetto, buona educazione e serenità. Se tutto ciò favorisce l’afflusso di decine di milioni di turisti, forse bisognerebbe chiedersi, finalmente, se non sia il caso, anche da noi, di capire perché da loro si possano fare questi numeri e da noi no. Eppure, in quanto ad ambiente naturale, tradizioni, cultura ed enogastronomia, Alghero e la Sardegna sono in grado di competere con l’Alto Adige. Non sarà che a noi manca il collante che unisce tutte queste cose e le fa diventare prodotto turistico di qualità, offerta allettante e irresistibile? E cioè: tranquillità, rispetto, buona educazione e serenità? Noto con piacere che il quotidiano locale Alguer.it ha cominciato a porsi il problema e a porlo, in maniera chiara, alle istituzioni, agli operatori e ai cittadini, in un articolo di fondo, pubblicato agli inizi di settembre – Barcellona chiama Alghero: la Movida non è più di moda! – nel quale si affronta il tema in termini non equivoci, citando una serie di esempi nazionali ed europei (Barcellona, appunto), e chiudendo con l’invito esplicito ad accantonare “l’economia della birretta” individuata come il “male sottile dell’industria del turismo che per l’interesse marginale di pochi degrada tutta l’economia della città”. Prima ancora, altre voci autorevoli si erano levate per segnalare il degrado sempre più spinto che caratterizza da molti anni le estati algheresi. Degrado imputabile all’inciviltà di residenti e turisti, ma anche all’incapacità delle amministrazioni pubbliche di programmare le stagioni turistiche, di dotarsi di regole contro il degrado, inteso non solo come sporcizia, incuria e lassismo, ma anche come freno alla maleducazione, all’anarchia, al far west da tempo imperanti in città e causa prima di un turismo sempre più dequalificato e caratterizzato dal “mordi e fuggi”. Oggi, mentre ci si avvia alla chiusura della stagione 2014, l’amministrazione comunale dovrebbe, finalmente, avviare una grande riflessione pubblica sul turismo locale e cominciare a stabilire una strategia da attuare entro i prossimi 3-5 anni, in modo da modificare radicalmente il nostro essere “città turistica”, puntando ad elevare la qualità di tutti i segmenti dei quali si compone la nostra offerta per fare in modo che l’industria delle vacanze rappresenti, sul serio, un fattore di crescita economica per tutti.

Coltivare la memoria per non smarrire la dignità di Antonio Budruni

Oggi, primo giorno di tregua nella striscia di Gaza, si sprecano le interviste e le dichiarazioni sulle conseguenze prodotto dalla guerra “lampo” israeliana sulla popolazione civile palestinese. Una delle immagine più scioccanti e, allo stesso modo, più istruttive, è quella satellitare di una delle aree sulle quali si è accanita la volontà distruttrice israeliana.
È ancora troppo presto per analizzare le ragioni di fondo che hanno spinto il governo Netanyahu verso un intervento militare così forte e deciso, massacrando soprattutto civili, donne e bambini. Ora è necessario capire perché – e molto spesso nella storia – per porre fine a un conflitto si sceglie, consapevolmente, di fare pagare un alto prezzo in termini di vite umane e di distruzioni, alle popolazioni civili. Oggi, il capo della diplomazia americana Kerry lamenta le perdite di vite umane civili dall’una e dall’altra parte. Ma proprio oggi, tutte le fonti d’informazione ci ricordano che gli americani scagliarono la loro prima bomba atomica su Hiroshima esattamente 69 anni fa: il 6 agosto 1945, allo scopo di indurre il Giappone alla resa. Lo fecero deliberatamente, cinicamente. Poco importava la morte di circa 200.000 persone, non certamente impegnate in azioni militari, ma normali cittadini ignari e vittime sacrificali di una scelta politico-militare che i giapponesi e gran parte dell’opinione pubblica mondiale definirono “crimine contro l’umanità”. Simile strategia, peraltro, era stata utilizzata – senza, ovviamente, fare ricorso alla bomba atomica – per costringere il fascismo alla resa. Molte città italiane subirono pesanti bombardamenti aerei nel 1943. Tra queste, Alghero, il cui centro storico fu in parte raso al suolo e sotto le cui macerie trovarono la morte molte decine di civili: soprattutto donne e bambini. La logica dello sterminio, nella storia dell’umanità, non ha colore e non ha eccezioni. La pratica di questa “ideologia” evidentemente razzista fu il tentativo di eliminazione fisica degli ebrei, posto in essere dal nazismo in Europa. Questo tentativo ha, tra le altre motivazioni, al suo fondo la riemersione di sentimenti animali negli esseri umani. L’altro da noi, il diverso, il non omologabile, il ribelle, deve essere sterminato perché non si adegua alle nostre idee, alle nostre abitudini, alla nostra cultura. Il primo passo è, proprio, la spersonalizzazione dell’avversario. Lui (loro), sono troppi diversi, inguaribilmente diversi, troppo “strani” per essere considerati umani. Quindi, nonostante tutti i tentativi, vani, per renderli simili a noi, non ci hanno lasciato alternative: bisogna sterminarli. O, magnanimamente, atterrirli al punto tale da farli diventare altro, docili al nostro comando, alla nostra volontà. Le implicazioni ideologiche, sociologiche e politiche sono troppe e di troppo vasta complessità per poterle esaminare in questa sede. Ciò che è importante, tuttavia, in momenti come questi, è non dimenticare, non voltare la testa dall’altra parte, non fare finta di nulla. Perché ieri l’altro è toccato a noi, ieri ad altre popolazioni, oggi ai palestinesi, ai siriani, ai libici e via elencando. Ma domani potrebbe toccare ancora a noi o a coloro che adesso hanno il monopolio delle armi di distruzione di massa, ma che non hanno certezza del domani. Come nessuno di noi ne ha né può averne. Scriveva Bertold Brecht, a commento delle persecuzioni razziali in Germania: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Hiroshima, subito dopo l’esplosione nucleare del 6 agosto 1945.

Comunicato Stampa di C'è un'Alghero Migliore


COMUNICATO STAMPA

Siamo venuti a conoscenza, con non poca preoccupazione, di una vicenda grave dal punto di vista della politica e della democrazia.
Una componente del direttivo “C’è un’Alghero migliore” è stata formalmente diffidata e denunciata alla procura della Repubblica da un politico che ricopre un incarico di rilievo nell'Istituzione del nostro Comune, per avere espresso nella propria pagina facebook alcune valutazioni di carattere generale, senza alcun riferimento a persone determinate.
Ora, non c’è chi non veda come un simile atteggiamento sia sintomatico di un generale fastidio nei confronti di ogni espressione di pensiero non in linea con quella dei vincitori della recenti elezioni comunali e suoni come arma preventiva per tutti coloro che volessero esprimere liberamente il proprio pensiero, quando non gradito ai manovratori di turno.
Non varrebbe la pena, a 76 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, ricordare a tutti coloro che pensano di poter zittire la pubblica opinione in virtù del potere che deriva da un’elezione locale che la nostra Carta fondativa della Repubblica ha introdotto – anche memore della violazione dei diritti “borghesi” attuata dal regime fascista – l’articolo 21, che attribuisce ad ogni cittadino il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; né varrebbe la pena ricordare a coloro che, investiti di un ruolo pubblico, ritengono di dover ripristinare il reato di “lesa maestà” che siamo in una democrazia occidentale e nel secolo XXI.
Se lo facciamo, in questa sede, è esclusivamente perché riteniamo grave e preoccupante che taluni possano anche solo tentare azioni di intimidazione o rappresaglia, per di più basate sul nulla.
La critica, l’opposizione, la diversità di opinione sono il sale della democrazia. Chi ritiene le espressioni democratiche un fastidio, una seccatura, se non addirittura, una lesa maestà farebbe bene a cambiare tempestivamente atteggiamento, per evitare di essere sommersi dal ridicolo e per non vedere aumentare rapidamente i propri avversari politici.
Di fronte a simili atteggiamenti, infatti, tutti i democratici veri, a qualunque schieramento politico appartengano, dovrebbero ribellarsi e indignarsi immediatamente e pubblicamente. Non si può pensare di far girare al contrario la ruota della storia solo perché vittime di narcisismo. Narcisismo che,  tra i suoi tratti particolari, secondo D. Thomas uno dei più recenti studiosi del fenomeno, comprenderebbe una particolare ipersensibilità nei confronti degli insulti veri o immaginati.
Noi vogliamo pensare, soprattutto per evitare intossicazioni pericolose per la convivenza democratica, che si sia trattato solo di un caso isolato, di una reazione non meditata e dettata da un momento di debolezza. Anche perché vorremmo continuare a confrontarci politicamente con tutti, a esprimere liberamente le nostre posizioni, così come tutti coloro che la pensano diversamente da noi hanno il diritto di esprimere le loro, in una logica democratica che non può ammettere eccezioni o zone franche.

 Alghero, 30 luglio 2014
Il portavoce
Antonio Budruni

La bussola della trasparenza.

Sembra il nome di un gioco per bambini, ed invece è uno strumento, rinvenibile nel sito del dipartimento della funzione pubblica, che consente di valutare il grado di "trasparenza" dei siti web delle amministrazioni pubbliche. Attraverso la "bussola" si può verificare, in tempo reale, il grado di trasparenza del sito del tuo comune, della tua regione, di tutti gli enti pubblici, ivi comprese le università e le aziende sanitarie locali.
Il c.d. decreto trasparenza, il d. lgs 33/2013, ha inoltre introdotto l'istituto dell'ACCESSO CIVICO,  strumento attraverso il quale ciascuno di noi può chiedere ad una amministrazione pubblica la pubblicazione di documenti, informazioni, o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza.
In base alla legislazione vigente i siti delle amministrazioni pubbliche, ed in particolare i siti delle amministrazioni comunali, debbono avere una sezione denominata "amministrazione trasparente" in cui i documenti e le informazioni restano pubblicati (e quindi sempre accessibili, direttamente ed immediatamente) per un periodo di 5 anni. In questa sezione devono essere pubblicati tantissimi provvedimenti, tra i quali le delibere di giunta, i provvedimenti contententi i conferimenti di incarichi di collaborazione e di consulenza, i curricula, i costi del personale etc..
Per chi vuole saperne di più: http://www.anticorruzione.it/wp-content/uploads/FAQ-Trasparenza-numerate.pdf
Maria Graziella Serra

Per la tua città ideale, quell'Alghero Migliore che tutti noi sognamo, non ti sei tirata indietro, mai.


Grazie Liliana!
Ho conosciuto Liliana Piras piu' di 15 anni fa quando, per conto dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Alghero inizio' ad occuparsi dell'organizzazione del Cap d'Any e della programmazione estiva dei grandi eventi. In quegli anni Alghero non aveva spazi allestiti e così, d'estate, il luogo dei concerti era soprattutto il porto. Ricordo ancora un bellissimo concerto di Ivano Fossati; tantissimi furono gli artisti nazionali ed internazionali che in quegli anni si esibirono in quello spazio inventato.
Poi il porto venne occupato da una costruzione e così un nuovo spazio, del tutto inusuale, venne creato nella parte finale della passeggiata, davanti al Caval Mari'.
Qualche anno dopo Alghero potè però usufruire di due nuovi importanti spazi: l'area dinanzi il palazzo dei congressi, in grado di ospitale quasi 5000 persone e il forte della Maddalenetta, sottoposto ad un costosto intervento di recupero.
Nel frattempo la politica, quella con la "p" minuscola, nonostante gli indubbi meriti e la certa competenza e professionalità, diede il ben servito a Liliana.
Mi ha quindi inizialmente stupito, positiviamente è ovvio, quando ha deciso di impegnarsi, in prima persona ed attivamente, nell'esperienza di C'è un'Alghero Migliore. Il suo contributo è stato straordinario per capacità di ideazione e organizzazione: penso all'iniziativa "Luoghi non case" e a quella de "I mercati". Mettere insieme tanti artisti, gratuitamente, per un evento insolito richiedere una autorevolezza che ben pochi hanno.
Ha accettato con coraggio e coerenza di diventare presidente di C'è un'Alghero Migliore nel momento più difficile di esistenza del movimento. Tante sterili e ingiuste critiche, fuoriuscire clamorose, espressioni ingrate, inutimente finalizzate a screditare la serietà, la competenza, l'integrità di Liliana e dell'intero movimento "reo" di non avere sposato la campagna demolitrice dell'esperienza amministrativa appena iniziata. Penso ad alcuni post apparsi su facebook in cui si parlava di "porcherie". Molti non li ricordo, altri non li ho letti.
Dopo la fine dell'esperienza Lubrano ha portato a termine il suo mandato impegnandosi nelle elezioni regionali e nella amministrative di maggio.
Nei suoi settori di competenza specifica: turismo e cultura, ha dato costantemente il suo contributo fornendo proposte concrete, idee, progetti. 

Per la sua Città ideale, quell'Alghero Migliore che tutti noi sognamo, non si è tirata indietro, mai. Per questo non possono bastare queste poche righe per dirle grazie.
Maria Graziella Serra
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